Testata sito Partecipa e Vinci! Home page di Paternità Oggi
     
 Email:
  
 Password:
  
  
Home Page > PATERNIT└ > Articolo Inserito il  08/10/2010

Tiziano Ferro: "╚ stato papÓ a convincermi che potevo farcela"  
PaternitÓ Oggi - Tiziano Ferro:

Dopo tanti anni all'ombra di tentativi, rinunce, attese strazianti, sforzi e privazioni, sarei stato disposto a smettere di cantare.
Ero pronto a buttare al vento i sacrifici, non contavano più le lacrime di speranza, e nemmeno quelle di gioia. Persino le soddisfazioni e i sogni erano passati in secondo piano.
Nella mia testa era così: «Se sono omosessuale non posso stare al mondo».

Mi sentivo come un bambino caduto a terra abbandonato dalla madre che sconfitto attende il suo destino piangendo, disperandosi.
La musica per me è sempre stata la speranza più grande, eppure, di fronte alla mia incapacità di trovare una via d'uscita, ero deciso a separarmi da lei. Consciamente e disgraziatamente.
A quel punto ne ho parlato con mio padre che mi disse: «Ascoltami, la tua vita è particolare perché tu sei speciale. Impara a rispettarti. Il tuo sollievo è anche il mio sollievo». Fu la spinta definitiva a tentare il tutto per tutto: ho iniziato un percorso e imparato con pazienza ad affrontare gli ostacoli, a non aggirare i pericoli. Di questo gli sono grato. Sono grato a lui e a tutti quelli che mi sono stati accanto fino a ora.

Poi mi sono rivolto all'avvocato Giulia Bongiorno per chiederle un parere, una mano, un consiglio, forse solo una parola.
L'ho fatto senza rendermene conto: mi sono rivolto a un penalista!
Come se le mie azioni e i miei pensieri fossero incriminanti. Come se la mia condizione costituisse un reato. E un reato così grave da dover essere punito con la pena più severa: smettere di cantare.

Arrivo dall'avvocato Bongiorno nervosissimo, dopo una notte insonne.
Lei, che ammiro incondizionatamente da anni, improvvisamente mi apre un mondo quando mi rassicura con tono fermo ed espressione schietta: «Non c'è cosa migliore dell'andare da un penalista quando non se ne ha bisogno!».
E io ho sorriso. Ma non con il viso, perlomeno non solo. Ho sorriso dentro: dopo tanto tempo mi sono sentito col cuore finalmente più leggero.
E poi mi sono sentito capito, e ancora sostenuto. Forse anche un po' protetto.

Protetto dopo tanti anni passati da solo dietro le barricate a tentare di capire dove si nascondesse il nemico, per poi giungere alla conclusione che l'unico nemico era rappresentato soltanto da me e dalla crudele inconsapevolezza con la quale mi ostinavo ad affrontare la vita.
C'è un tempo per tutto: un tempo per parlare e un tempo per stare zitti.
Il silenzio vale tanto, e ora preferisco che sia questo libro a parlare per me.

corriere.it



PaternitÓ Oggi
Iscriviti alla nostra Newsletter per rimanere aggiornato
sulle news del sito e sulle novitÓ dell'Associazione PaternitÓ Oggi!






Ultimi 10 articoli di paternitaoggi.it
Il parto in casa: 10 domande da porre, prima di prendere una decisione
Il parto in casa: 10 domande da porre, prima di prendere una decisione
PapÓ mi rifaccio le tette! No, tu no!
Papà mi rifaccio le tette! No, tu no!
A quanto pare i genitori hanno anche questa colpa!
A quanto pare i genitori hanno anche questa colpa!
Attenzione ad offendere un ragazzo perchŔ insulti anche i genitori
Attenzione ad offendere un ragazzo perchè insulti anche i genitori
Sei un genitore creativo?
Sei un genitore creativo?