Testata sito Partecipa e Vinci! Home page di Paternità Oggi
     
 Email:
  
 Password:
  
  
Home Page > PRIMI MESI > Articolo Inserito il  17/10/2011

Sfatiamo alcune teorie sul marsupio, comodo mezzo di trasporto  
PaternitÓ Oggi - Sfatiamo alcune teorie sul marsupio, comodo mezzo di trasporto

"Si sa che il marsupio viene in genere indossato da noi padri, visto il peso dei "cuccioli" se così si possono chiamare! questo articolo enfatizza tutti i vantaggi che si hanno nel portare il bambino nel marsupio e in più toglie qualche dubbio sul fatto che possa far male alla schiena del bimbo (laRedazione)"

E’ sempre più frequente vedere nelle città italiane mamme e papà che vanno in giro con il proprio piccolo nel marsupio. La motivazione principale di questi genitori risiede nella comodità: senza carrozzina si può salire e scendere da mezzi pubblici e scalinate, la spesa diventa più agevole e la camminata più rapida.

Portare i bambini, come facevano le contadine italiane molti decenni fa e come tutt’oggi avviene per la maggior parte delle donne africane, ha un valore maggiore rispetto alla comodità. Infatti, il neonato generalmente appoggiato alla pancia del genitore (oppure sul fianco o sulla schiena come può avvenire dopo il terzo mese) entra in contatto con il respiro del genitore e con il calore del suo corpo: ciò tranquillizza il bambino, creando una sorta di continuità con ciò che conosceva quand’era nella pancia della madre, ossia il suo respiro e il suo calore.

Il contatto corporeo per il neonato è un bisogno vitale, sia da un punto di vista biologico che psicologico: permette di conoscere il mondo esterno e se stesso, di relazionarsi con l’altro, di tranquillizzarsi e comunicare i propri bisogni. Permette la creazione di una relazione intima e significativa tra bambino e genitore. Comunicare affetto e cercare di rassicurare un neonato passa inevitabilmente attraverso un massaggio, un abbraccio e una carezza. Il tocco della mano, così come la pressione tra il petto del genitore e il piccolo posto nel marsupio, sono momenti di comunicazione intensa e trasformativa: ci si conosce e si inizia una nuova comunicazione.

Molti genitori, e non solo, sono scettici rispetto a questa modalità di trasportare i piccoli. Il primo dubbio risiede nel timore di viziare il bambino con un eccesso di coccole e di mantenere la simbiosi tra madre e figlio, rendendo difficoltosa la separazione.

Innanzitutto, come detto sopra, il contatto fisico è indispensabile per aiutare il neonato nel suo percorso evolutivo verso la costruzione dell’identità personale: è un bisogno e come tale va riconosciuto. Il vizio, invece, nasce dal non riconoscimento del bisogno reale: ciò fa aumentare il disagio e nel tentativo di ridurlo si vanno a gratificare inutilmente finti bisogni. Spesso, infatti, di fronte al battere dei piedi di questi presunti piccoli viziati, l’attenzione dei genitori e la vicinanza fisica dissolvono il capriccio e il reale bisogno si svela: la ricerca di conforto, di conferma e di amore. È solo grazie ad un buon attaccamento con le figure primarie (genitori o caregiver) che è possibile la differenziazione successiva.

Ci ricorda F. Leboyer in “Shantala”:
Essere portati, cullati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più.

L’effetto di tale nutrimento è immediato. Come viene notato in uno studio controllato randomizzato pubblicato su Pediatrics e condotto da U.A.Hunziker e R.G. Barr , portare i bambini riduce il tempo di pianto nei primi tre mesi di vita, riducendo anche le tanto dolorose coliche.

Le critiche maggiori al portare i neonati si focalizzano sui danni che ciò comporterebbe su anche e spina dorsale. La Dr.ssa. Evelin Kirkilionis, nella sua ricerca a lungo termine, ha notato che nessun bambino, portato nella fascia in posizione verticale, anche per molte ore al giorno e per molti mesi, ha riportato danni alla colonna vertebrale. Anzi, la dottoressa ritiene che sia più fisiologico portare il neonato in posizione verticale con gambe divaricate, che di sdraiarlo in posizione supina nella carrozzina.

L’etologo Wulf Schiefenhövel conferma l’utilità del portare i neonati anche sullo sviluppo delle ossa e delle articolazioni, che tramite la pressione aumenta il suo ritmo di crescita.

Quindi, non ci manca che sapere come portare i nostri bebè. In questo sito, troverete tutte le indicazioni necessarie e suggerimenti per costruirvi la vostra fascia!

fonte: guide.supereva.it
articolo di Monica Oriani



PaternitÓ Oggi
Iscriviti alla nostra Newsletter per rimanere aggiornato
sulle news del sito e sulle novitÓ dell'Associazione PaternitÓ Oggi!






Ultimi 10 articoli di paternitaoggi.it
Il parto in casa: 10 domande da porre, prima di prendere una decisione
Il parto in casa: 10 domande da porre, prima di prendere una decisione
PapÓ mi rifaccio le tette! No, tu no!
Papà mi rifaccio le tette! No, tu no!
A quanto pare i genitori hanno anche questa colpa!
A quanto pare i genitori hanno anche questa colpa!
Attenzione ad offendere un ragazzo perchŔ insulti anche i genitori
Attenzione ad offendere un ragazzo perchè insulti anche i genitori
Sei un genitore creativo?
Sei un genitore creativo?