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Home Page > SOCIET└ > Articolo Inserito il  14/05/2011

EREDI: una riflessione sui legami che connettono tra loro tanto le epoche quanto gli individui  
PaternitÓ Oggi - EREDI: una riflessione sui legami che connettono tra loro tanto le epoche quanto gli individui

Giunge ormai al suo decennale (2001-2011) il tradizionale appuntamento di

maggio con i "classici" nell’Aula Magna di Santa Lucia

. Anche quest’anno, infatti, il Centro Studi

"La permanenza del Classico" dell’Università di Bologna, diretto dal Prof. Ivano Dionigi

, offre all’Università e alla città un ciclo di letture e lezioni classiche che vedrà a confronto indiscussi protagonisti della cultura contemporanea con le parole di Atene, Gerusalemme e Roma, affidate alla voce di grandi interpreti della nostra scena e del nostro cinema.



Il ciclo del decennale s’intitola

EREDI

: una riflessione sui legami che connettono tra loro tanto le epoche quanto gli individui, in un incessante passaggio del testimone dai padri ai figli, dai maestri agli allievi, dagli avi ai posteri, dal passato al futuro; e insieme un richiamo – in linea con tutta l’attività del Centro Studi "La permanenza del Classico", il cui motto è simul ante retroque prospiciens, «con lo sguardo rivolto contemporaneamente avanti e indietro» – alla necessità di conoscere l’eredità prima di accettarla, rifiutarla o superarla.



«Ciò che hai ereditato dai padri / conquistalo per possederlo»: così ricorda il Faust di Goethe, illuminando il concetto autentico di "eredità": un capitale da far fruttare e non già un patrimonio inerte da custodire; una tradizione in cui riconoscersi e non un canone cui adeguarsi per conformismo; un valore da vivere e conquistare e non già un feticcio da omaggiare. Pertanto conoscere "i padri" – o, sul piano personale, il padre, il maestro – è necessario sia per accettarli sia per superarli: per amarli o per ucciderli. L’"eredità" esige un atto di conoscenza, da parte di tutti, e soprattutto da parte di coloro che intendono sottoporla al vaglio della discontinuità, dell’antagonismo, della negazione. Dell’"eredità" – sia essa storica o culturale, politica o personale – tutti detengono le azioni. Non tutti sanno farle fruttare. Di qui, fra l’altro, la positività e nobiltà della parola servator ("amico della tradizione") rispetto a novator ("nemico della tradizione"): un recupero non solo linguistico ma anche politico e morale, soprattutto in giorni nei quali rivoluzionaria sembra soprattutto la cura della legge, delle istituzioni, dei valori costituzionali. Conoscenza, accettazione ed eventualmente rifiuto dell’"eredità". Senza nostalgie né rancori; ma con lo sguardo e con i passi già rivolti al futuro, consapevoli che siamo al mondo per conoscerlo, cambiarlo, possederlo; e che «ogni mattina, quando si leva il sole, inizia un giorno che non ha mai vissuto nessuno» (David Maria Turoldo).

Gli incontri avranno luogo, come d’abitudine, ogni giovedì di maggio (

5, 12, 19, 26 maggio

), alle ore 21, nell’Aula Magna di S. Lucia e nella contigua Aula Absidale videocollegata. Il ciclo sarà inaugurato

giovedì 5 maggio

dalla lezione di

Massimo Cacciari

e

Ivano Dionigi

, Heres heredem sequitur. Figli e eredi, che rifletteranno sui diversi modi in cui – dall’antichità al presente – la "tradizione" deriva da un atto di "invenzione" che guarda soprattutto alle esigenze del presente e del futuro; perciò il "passato" (di un popolo o di una cultura, come di un individuo) è sempre una realtà non statica ma mutevole. Alla lezione si accompagna la lettura del II libro dell’Eneide virgiliana – la fine di Troia e la partenza di Enea alla volta dell’Italia, tra una cultura che muore e una cultura che nasce – affidata alle voci di due tra i più amati interpreti del nostro cinema e del nostro teatro,

Sonia Bergamasco

e

Fabrizio Gifuni,

per la regia di Claudio Longhi.



La seconda serata, giovedì 12 maggio, avrà come protagonista

Massimo Recalcati

, uno tra i massimi psicoanalisti italiani, e si intitolerà Patris imago. Conoscere il padre. A partire dalla riflessione sul ruolo del padre nello sviluppo psicologico dell’individuo, Recalcati analizzerà le dinamiche sociali e storiche che ne derivano, specialmente in un tempo come il nostro, caratterizzato dalla crescente crisi dell’idea stessa di "autorità". Alla lezione seguirà lo spettacolo Odissea di e con Mario Perrotta: un’estrosa riscrittura scenica del poema omerico, condotta dal punto di vista di Telemaco, stanco di attendere un padre che non torna mai. Con l’attore-narratore saranno sul palcoscenico dell’Aula Magna i musicisti

Mario Arcari

e

Maurizio Pellizzari

.



La terza serata, giovedì 19 maggio, si intitolerà De magistro. Maestri e allievi e ospiterà una riflessione sulle idee di "magistero" e "discepolato" affidata a

Paolo Grossi

, membro della Corte Costituzionale ed esponente tra i più autorevoli della giurisprudenza europea. Accanto a lui, per dare voce ai testi antichi – da Platone ad Agostino, da Aristotele a Seneca, da Lucrezio a Marco Aurelio – le attrici della compagnia "Mitipretese", uno dei più attivi e impegnati gruppi teatrali della scena contemporanea:

Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti

e

Mariángeles Torres

, dirette per l’occasione da

Claudio Longhi

.



Infine, il ciclo sarà chiuso, giovedì 26 maggio, dal dialogo di

Enzo Bianchi

e

Barbara Spinelli

sul tema Apocalypsis. Il testamento di Dio: sia da un punto di vista biblico e spirituale, sia da un punto di vista laico e storico, la "profezia" e la "rivelazione" delle cose ultime appaiono come un messaggio rivolto non alla realtà ultraterrena, ma alla concreta vita degli uomini, chiamati a conoscere e a cambiare il presente. Il testo dell’Apocalisse di Giovanni sarà presentato sotto forma di monologo scenico (Apocalisse. Una domenica a Patmos), in anteprima nazionale, da un duo di giovani talenti già cari al pubblico dell’Aula Magna: l’attore

Francesco Colella

e il regista-drammaturgo

Francesco Lagi

. Tutte le traduzioni dei testi antichi, nonché la cura del libro di sala (Eredi, Bologna, BUP, 2011) che sarà distribuito gratuitamente al pubblico, si devono agli studiosi membri del Centro Studi "

La permanenza del Classico

": Francesco Citti, Federico Condello, Camillo Neri, Chiara Nonni, Lucia Pasetti, Bruna Pieri, Fiora Scopece, Francesca Tomasi, Antonio Ziosi.



Modalità d’ingresso

L’ingresso è a inviti.  Per la cittadinanza: gli inviti potranno essere ritirati, fino ad esaurimento, il martedì precedente ciascuna rappresentazione, dalle ore 17 alle ore 19, presso il Centro Studi "La permanenza del Classico", via Zamboni 32. Il personale docente e tecnico amminsitrativo può invece ritirare gli inviti secondo le modalità indicate nel messaggio e-mail inviato dal Magnifico Rettore.



Per tutti coloro che non riusciranno ad essere presenti, sarà reso disponibile un servizio di diretta video on line, all’indirizzo

www.classics.unibo.it/Permanenza

.

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