www.paternitaoggi.it

Home Page : Articolo : Stampa

Malattie sessuali: Gonorrea, o comunemente scolo
Pubblicato il: 20/07/2010  Nella Sezione: Salute

Il termine gonorrea, vocabolo di origine greca che significa "flusso di seme", identifica una delle più comuni malattie a trasmissione sessuale. Conosciuta anche come blenorrea o blenorragia, la gonorrea è un’infezione batterica tipica degli adolescenti e dei giovani adulti, tra i quali il rischio di contagio è direttamente proporzionale al numero di partner sessuali avuti.

La gonorrea si trasmette con qualsiasi forma di contatto non protetto, dal coito alla fellatio, dai rapporti anali al cunnilingus e, più raramente, col bacio o tramite contatto indiretto (uso promiscuo di biancheria o servizi igienici, ecc.). L’agente eziologico, il gonococco di Neisser (Neisseria gonorrhoeae), è infatti scarsamente resistente agli stimoli ambientali, può sopravvivere solo qualche ora sul water e viene facilmente inattivato dal calore o da un comune disinfettante.
L’infezione gonococcica può inoltre essere trasmessa durante il parto dalla madre al neonato, determinando nel piccolo la comparsa di una grave congiuntivite e/o di un’artrite settica. Più raramente il contagio può avvenire già durante la gravidanza o nel periodo postpartum; durante la fase gestazionale l'infezione aumenta il rischio di aborto e parto prematuro.

La gonorrea interessa prevalentemente l’apparato genitourinario e si manifesta con secrezioni purulente dal pene o dalla vagina. Queste perdite giallastre, da cui il termine popolare "scolo", si associano ad uno stimolo continuo alla minzione, più o meno accompagnato ad un fastidioso senso di bruciore uretrale. Questi sintomi compaiono generalmente dopo 2-7 giorni dal contagio, più frequentemente nel maschio rispetto alla femmina, dove l’infezione è spesso asintomatica.

Sintomi gonorrea (nel maschio)
Come accennato, già dopo pochi giorni dal contagio, la gonorrea si rende evidente attraverso una modesta fuoriuscita dal canale uretrale di materiale mucoide e incolore, che presto acquista consistenza, si fa abbondante ed assume un colorito giallastro. Questo tipico quadro sintomatologico è noto come uretrite gonococcica.
Di norma questi sintomi, associati a prurito e bruciore soprattutto durante la minzione, richiamano l’attenzione del paziente, spingendolo al consulto medico e a beneficiare della conseguente terapia farmacologica.
Grazie all’elevato successo dei trattamenti antibiotici, le complicanze della gonorrea sono rare; tuttavia è bene non ignorarne i sintomi, poiché l’infezione non trattata può complicare l’uretrite e diffondersi in altri settori dell’apparato genitale (prostatite, epididimite, infezione cronica delle vescicole seminali, ecc.), fino a causare sterilità.

Infine, è bene ricordare che la regressione spontanea dei sintomi non è sinonimo di guarigione e che, qualora l’ingenua speranza trovasse riscontro,  è comunque fondamentale rivolgersi ad un medico, sia per ricevere una diagnosi ed una terapia adeguata, sia per evitare di trasmettere la gonorrea ai propri partner.

DIAGNOSI
nell’uomo la gonorrea emerge facilmente già da un’analisi clinica. In ogni caso, soprattutto nelle forme scarsamente evidenziabili, la conferma  diagnostica necessita dell’analisi delle secrezioni uretrali, cervicali, faringee o rettali (in base al tipo di rapporto sessuale avuto). Esistono differenti tecniche di analisi, che vanno dei vecchi metodi colturali ai recenti, rapidi ed attendibilissimi  esami di amplificazione genica. Questi ultimi possono essere eseguiti anche su un semplice campione urinario.

Cura e terapia della gonorrea
La gonorrea può essere curata in modo sicuro e veloce con gli antibiotici adatti (spectinomicina, ceftriaxone, ciprofloxacina). La cura è assolutamente indolore, previene le complicazioni e spesso necessita di un’unica assunzione.  E’ importante il riposo sessuale fino a quando non sia stata accertata l’avvenuta guarigione dalla gonorrea; la terapia andrebbe inoltre estesa anche ai partner sessuali sia in presenza che in assenza di sintomi specifici

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente informative. Rivolgersi sempre al proprio medico

fonte: my-personaltrainer.it