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Vaccinazioni: come e perchŔ, sicuramente una visione a favore di questo iter
Pubblicato il: 12/10/2009  Nella Sezione: Salute

Obiettivo delle vaccinazioni è ridurre e possibilmente eliminare certe malattie infettive che provocano danni gravi e documentati in età infantile.

Da sapere: l'organismo, durante una malattia, produce "naturalmente" anticorpi che lo difendono da successivi incontri con quel virus o quel germe. L'introduzione programmata di certi virus o germi attenuati o uccisi suscita le stesse difese "naturali" con rischi molto minori. Le vaccinazioni non sono una pratica contro natura. Duemila anni fa i cinesi polverizzavano nel naso le croste del vaiolo per stimolare queste difese; e fino a trent'anni fa si raccomandava alle bambine un contagio programmato con malati di rosolia. A tutte le future madri si dosano gli anticorpi anti-rosolia, ma la qualità di anticorpi è uguale sia nelle vaccinate che in quelle che si sono naturalmente ammalate. Le malattie infettive sono causate da virus o batteri che penetrano nel nostro organismo superando le difese naturali. La massima prevenzione primaria si può attuare aumentando le difese generali dell'organismo (in particolare con un sano modo di vivere ed una sana alimentazione) ed evitando i contagi con persone ammalate. Molte malattie infettive sono diminuite a livelli accettabili, grazie ad una migliorata igiene personale e dell'ambiente. I batteri della tubercolosi e del tifo infettano oggi un numero molto limitato di persone, le epidemie non colpiscono più come nel secolo scorso, ma l'opinione pubblica si allarma se si verifica un solo caso di colera in tutta Italia.

Per sconfiggere alcune gravi malattie, il mezzo riconosciuto come il più efficace resta la vaccinazione, cioè l'induzione di difese naturali specifiche contro quel determinato agente della malattia. Nel 1974 solo il 5% dei bambini del mondo era vaccinato contro sei principali malattie (polio, difterite, tetano, pertosse, morbillo, tbc). Oggi risulta vaccinato più dell'80% dei bambini del mondo.

La poliomielite colpiva in modo grave (morte o gravi paralisi residue) migliaia di bambini all'anno in Italia. Dopo la fine degli anni Sessanta, con l'introduzione della vaccinazione antipolio, è scomparsa del tutto (l'ultimo caso si è registrato nel 1983). Negli ultimi anni sono stati però segnalati nuovi casi in zone nelle quali è diminuito il tasso di vaccinazione (Albania, Kosovo, Turchia...) o dove la copertura non è totale (in Olanda e Canada si sono verificati casi provocati da persone non vaccinate provenienti dall'Asia). In tutto il mondo si registrano ormai meno di 7.000 casi nel Sud-Est asiatico ed in Africa (1999), tanto che si spera di riuscire a debellare la malattia entro pochi anni. La difterite è scomparsa da molti anni, ma dove non si vaccina torna a manifestarsi: decine di migliaia di casi si sono verificati in Russia, dopo un rallentamento nell'impegno a vaccinare tutta la popolazione. E' vero che il tetano si previene lavando e medicando bene le ferite infette; ma tuttora in Italia colpisce ogni anno, gravemente e talora con esito letale, diverse decine di persone non vaccinate. Solo la vaccinazione garantisce una protezione efficace. La pertosse colpiva un bambino su cinque in modo pesante, con scarsi benefici dalle cure antibiotiche e sintomatiche (soprattutto nel primo anno di vita i casi possono essere molto gravi): l'unica arma di prevenzione, ora sempre più perfezionata, è la vaccinazione. Così il morbillo colpisce praticamente tutti i bambini non vaccinati; è molto grave nei bambini debilitati del terzo mondo, mentre da noi colpisce bambini che di regola hanno buone difese generali. La malattia, come vedremo, è considerata a torto benigna e trascurabile. E' stata praticamente sconfitta in numerosi stati, dove più del 90% dei bambini risulta vaccinato. La rosolia produce in gravidanza danni gravissimi che solo la vaccinazione di tutte le donne può evitare. E infine l'epatite B è tuttora causa di migliaia di morti all'anno in Italia e non vi sono farmaci che la possano curare.

Perchè obbligatorie?

Vaccinare i propri figli è un dovere per i genitori responsabili, è un atto intelligente, è un atto di amore. L'Italia resta il paese europeo nel quale l'opinione pubblica ha i maggiori dubbi riguardo alle vaccinazioni facoltative: negli ultimi cinque anni si è passati dal 50 al 90% di vaccinati contro la pertosse, ma contro il morbillo non si riesce a vaccinare più del 60% dei bambini, come nel quarto mondo... (lo stesso vale per la diffidenza sull'utilità delle cinture di sicurezza). La tabella riporta gli ultimi dati internazionali sulle percentuali di bambini vaccinati in paesi di varie culture ed economie: colpisce la scarsa percentuale di bambini vaccinati contro il morbillo in Italia.

PERCENTUALI di VACCINAZIONI COMPLETATE (1997-1999)
(fonte OMS-UNICEF)

                  polio     pertosse     morbillo
AUSTRIA           95     90     90
BRASILE           96     94     96
CANADA            89     97     96
CINA                  90     85     85
CROAZIA           93     93     92
92CUBA            98     94     95
DANIMARCA     97     90     84
FRANCIA            97     96     97
GERMANIA        95     95     88
GIAPPONE       98     100     94
GRECIA            95     85     90
ISRAELE           92     93     94
ITALIA               96     95     55
MESSICO         97     87     98
OLANDA          97     97     96
POLONIA         95     95     91
R. UNITO         96     95     95
REP. CECA     97     98     95
RUSSIA (Fed.)  97      92     97
SIRIA                  97     97     97
SVEZIA              99     99     96
UNGHERIA     100      100     100
USA                     94      90     91
VIETNAM           93     93     94

Troppe le idee personali, troppa la presunzione, troppa la superficialità. E forse la classe medica non sa fare adeguata educazione sanitaria. E allora ci meritiamo l'imposizione di questa prevenzione, in attesa di migliorare l'educazione sanitaria a livelli più europei e meno bizantini. Se si abolirà quest'obbligo, si potrà passare ad una fase di confusione e incertezza e magari si verificheranno anche in Italia alcuni casi di malattie (come già è successo in Olanda, Canada, Albania, Russia). Certe persone, per passare ad una adesione più volontaria e razionale, hanno bisogno di sperimentare sulla pelle dei loro figli.

Oggi sono molto rari i medici disinformati che diffondono dubbi assurdi sulle vaccinazioni (purtroppo vi sono anche medici che lo fanno per interessi personali…). Al giorno d'oggi nessun medico può manifestare idee "personali" (a meno che non sia un serio ricercatore). Un medico serio non può più dire come una volta "Secondo me...", ma deve raccomandare tutte le vaccinazioni, basandosi su ricerche e studi inoppugnabili. Il resto è superficialità e presunzione. Immunologi di fama mondiale garantiscono che le risposte ai singoli vaccini sono efficaci anche se più vaccini sono combinati o associati, che non è pericoloso vaccinare chi già è immunizzato, che la memoria immunologica persiste anche quando gli anticorpi sono diminuiti a bassi livelli. La disponibilità di vaccini combinati (fino a sei vaccini nella stessa fiala) consente ora di limitare il numero delle iniezioni a una per seduta. Dal 2001 in provincia di Trento sono utilizzati vaccini combinati privi di mercurio (una sostanza conservante, a dosi che erano comunque prive di effetti tossici documentati). La scienza medica conosce bene non solo i benefici, ma anche tutti i rischi e le complicazioni e cerca di migliorare di anno in anno la ricerca in questo settore.

Controindicazioni e rischi

Secondo la Circolare del 23.6.91 del Ministero della Sanità. una vaccinazione non deve essere rimandata in caso di malattie minori, come le infezioni catarrali alte, e nemmeno in caso di cure con antibiotici; deve essere rimandata solo nel caso di malattie acute con febbre oltre 38° o con altri disturbi consistenti. I vaccini preparati con microrganismi vivi attenuati (ad es., poliomielite Sabin, morbillo, tbc) sono controindicati in caso di malattie con deficit immunitari congeniti o acquisiti (leucemie, linfomi, cure con cortisonici ad alte dosi per più di una settimana, cure con gamma-globuline negli ultimi tre mesi). Solo se dopo una vaccinazione si sono verificate gravi reazioni (collasso, convulsioni non febbrili,...), si deve sospendere il ciclo vaccinale. Si prosegue invece, se vi sono state solo reazioni febbrili, anche se con convulsioni associate a febbre. Se un bambino ha presentato gravi reazioni all'ingestione di uova (con collasso, asma, orticaria generalizzata), può essere vaccinato con vaccini coltivati su embrioni di pollo (morbillo, parotite, influenza); ma è più prudente utilizzare vaccini coltivati su altre cellule. In caso di "menomazioni permanenti dell'integrità psico-fisica" provocate da vaccini obbligatori (o da trasfusioni o da derivati del sangue), lo stato riconosce un indennizzo fino a 50 milioni, se i danni vengono segnalati entro tre anni dalla data della vaccinazione (legge 25.2.92 n° 210). L'efficacia dei vaccini non può essere garantita al 100%, in quanto vi possono essere rari casi di vaccini male conservati o male somministrati o rari casi in cui vi sono scarse risposte immunitarie per ragioni genetiche.

I vaccini raccomandati dopo il primo anno di vita sono i seguenti secondo il D. Min 7.4.99 su G.U. del 15.4.1999

ANTIMORBILLO / ROSOLIA / PAROTITE     nel 12°-15° mese
ANTIPOLIO Sabin quarta dose     nel 3° anno
ANTIDIFTERITE/TETANO/PERTOSSE quarta dose nel 5°-6°anno
ANTIMORBILLO / ROSOLIA / PAROTITE richiamo tra il 5° e il 12° anno
ANTIEPATITE B (ciclo completo di 3 dosi, se non eseguito nel I anno) nell’11°-12° anno
ANTITETANO / ANTIDIFTERITE (adulti) da ripetere poi ogni 10 anni a 15 anni

Fonte: BAMBINI SANI & FELICI, 10.a ediz., Vita trentina ed., 2000

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