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Lazio: padri separati, verso la legge regionale per sostenere chi è in difficoltà economica
Pubblicato il: 11/11/2010  Nella Sezione: News

La fine del matrimonio è un lusso che pochi possono permettersi. Dopo aver pagato il mantenimento dei figli (e, in alcuni casi, anche della ex), molti padri si ritrovano con poche centinaia di euro in tasca per sopravvivere. Troppo poche per affittare una nuova casa dove ospitare i figli per il week end e cercare di mantenere quel legame già messo a dura prova dalla separazione.

Così, appena usciti dalla casa coniugale, i padri si ritrovano a dover rientrare nella casa dei genitori, magari dormendo nella vecchia cameretta. O peggio, devono ricorrere ai dormitori pubblici e alle mense della Caritas dove il numero dei separati sta aumentando in modo esponenziale. Ad aiutare i coniugi non affidatari in difficoltà (quasi sempre i padri) arriva ora una proposta di legge regionale presentata dai Radicali. Una norma che sta raccogliendo sostegno bipartisan e che, se approvata, offrirà maggiore tutela ai coniugi separati o divorziati che, non essendo affidatari dell’abitazione familiare, si vedono costretti a trovare, con grande difficoltà, soluzioni abitative alternative.

I NUMERI - Secondo l’Istat, il Lazio è seconda solo alla Lombardia come numero di separazioni, 9764, con una media di 40,8 separazioni ogni 100 matrimoni. Sul fronte dei divorzi la situazione non cambia, la nostra regione si conferma al secondo posto con 5173 divorzi, 21,8 ogni 100 matrimoni. Sono circa 15.000 i figli coinvolti, di cui 11.000 minori. Numeri del 2007 che oggi devono essere rivisti al rialzo. La proposta di legge prevede un “giusto aiuto” al coniuge che deve cercare una nuova casa: il genitore in difficoltà, infatti, finisce per non poter svolgere il proprio ruolo di genitore. Anche far da mangiare, aiutare il figlio nei compiti o dormire insieme possono essere preclusi a chi non ha un appartamento.

IL PROBLEMA CASA - La casa è, indubbiamente, il primo grande ostacolo che si trova ad affrontare chi vuole (o deve) ricominciare un’altra vita. Secondo l’Istat, la maggioranza delle coppie separate o divorziate appartiene al ceto medio basso (operai, insegnanti, impiegati). Stipendi troppo bassi per garantire il mantenimento di due case. “La mancanza di un luogo dove incontrare il padre rappresenta un problema anche e soprattutto per il bambino” spiega la psicologa e psicoterapeuta Valeria Giamundo che da anni lavora con quelli che definisce “minori vittime di separazione” e sta sperimentando, con successo, la terapia di gruppo anche per bimbi di 8 e 9 anni. “Più i figli sono piccoli più è alto il bisogno di un contesto stabile – aggiunge – Per questo eviterei gli incontri negli hotel e promuovo l’idea dei residence dei papà dove si formano spontaneamente gruppi di auto-aiuto per adulti. I padri sono ancora troppo poco tutelati e messi ai margini” conclude.

RESIDENCE DEI PAPA’ – L’unione fa la forza. È questo il motto della “Casa dei papà”, un residence a Casal Monastero sulla via Nomentana sostenuto dal Comune di Roma. Un rifugio di 20 mini-appartamenti che i papà in difficoltà pagano soltanto 200 euro al mese. Qui ospitano i figli e, insieme, cercano di ritrovare la serenità familiare perduta.

Carlotta De Leo

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