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I papÓ aspiranti avvocati sono equiparati alle mamme: in discussione al Senato
Pubblicato il: 22/10/2010  Nella Sezione: Leggi e norme

Un emendamento nella legge sulla riforma forense, oggi approvato dall’aula del Senato, ha scritto nero su bianco che paternita’ e maternita’ possono essere entrambi buone motivazioni per interrompere il tirocinio e non venire sospesi dal registro dei praticanti avvocati.

La discussione al Senato riguarda le Modifiche al regio decreto-legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, in materia di riforma dell'accesso alla professione forense e raccordo con l'istruzione universitaria (leggi la scheda del Senato).

Per la prima volta nella legge italiana si e’ equiparata la paternita’ alla maternita’. Sappiamo, infatti, come i congedi parentali siano poco utilizzati sia per questioni culturali, ma anche perche’ difficili da ottenere con tempistiche burocratiche che spesso non coincidono con i tempi naturali e in alcuni casi imprevedibili del parto e della gestione dei figli.

Mentre in Europa si va verso normative sempre più stringenti in questa direzione, mentre esempi pratici arrivano da Oltremanica con il primo ministro britannico Cameron prende un congedo di paternita’, l’Italia oggi ha fatto un piccolo atto di principio importante: i figli non hanno solo delle donne che si assentano dal lavoro quando divengono madri ma anche degli uomini che divengono padri.

Seatrice Donatella Poretti (Radicali -Partito Democratico)

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