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Essere padre: Innamorarsi di papÓ, il complesso di Edipo al femminile
Pubblicato il: 25/05/2011  Nella Sezione: PaternitÓ

Il complesso di Edipo nasce con Freud e identifica il desiderio sessuale nei confronti del genitore di sesso opposto che arriva fino al desiderio di possesso. Freud lo indica come una tappa fondamentale nello sviluppo sessuale e nel processo di identificazione sessuale del bambino. La definizione classica del complesso edipico si riferisce allo sviluppo psicosessuale del bambino maschio e si manifesta con comportamenti di lotta e competizione verso la figura paterna per l'amore della mamma. L'origine della terminologia si deve alla tragedia greca, L'Edipo Re, in cui Edipo viene a scoprire in età matura di aver sposato sua madre dopo aver ucciso, senza saperlo, il vero padre. Il percorso che Freud assegna alle bambine è piuttosto differente: in loro l'attrazione per il padre e il disinvestimento affettivo della madre sono dettati da un'invidia latente per qualcosa che il padre ha e la mamma no e che è fonte immediata di gratificazione, ossia l'organo riproduttivo maschile. L'invidia del pene sarebbe l'aspetto caratteristico del complesso edipico di una bambina.

In base ai nuovi orientamenti anche all'interno della corrente psicoanalitica, della descrizione originaria possiamo conservare la capacità di Freud di cogliere, descrivere e connotare dei comportamenti tipici che quasi tutti i bambini manifestano, più o meno marcatamente, anche in funzione del loro stile di attaccamento globale, in un periodo che va dai due anni circa fino a 7-8 anni. Tali comportamenti vengono definiti edipici ossia manifestazioni di spiccata preferenza per il genitore del sesso opposto e diminuiscono progressivamente grazie al processo di identificazione sessuale con il genitore dello stesso sesso (ossia il sentirsi "femmina" o "maschio" e comportarsi come tali) e con l'ingresso a scuola e il progressivo investimento delle energie del bambino su obiettivi differenti: la socializzazione con i pari, l'apprendimento e la curiosità intellettuale.

Cosa fare? Avere il coraggio di essere autorevoli. Con questo voglio dire che non deve essere la bambina a decidere chi la cambierà, chi la porterà al bagno, ecc., ma voi. Questo comporterà sicuramente pianti, capricci e scenate. Cercate di non cedere alla sua volontà e di mantenere dei turni nell'occuparvi della bambina motivando il vostro comportamento: dite pure alla bambina che il papà è stanco, che alla mamma fa piacere stare con lei a sua volta, che vi occupate di lei un po' per ciascuno. Una piccola precisazione sullo stile di attaccamento: ogni bambino, o meglio ogni cucciolo di mammifero, sviluppa un attaccamento alla figura primaria che si occupa di lui. L'attaccamento ha una funzione primariamente protettiva. Lo stile di attaccamento può variare in funzione della qualità della relazione fra il cucciolo e la figura di cura primaria ed influenza le manifestazioni comportamentali del cucciolo stesso.

fonte: mammaepapa.it
articolo di Margherita Fassari, psicologa