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Troppi grassi saturi nell'alimentazione? Pochi spermatozoi per gli aspiranti papÓ
Pubblicato il: 07/01/2013  Nella Sezione: Concepimento

Mangiare bene e sano è importante anche per la fertilità maschile, attaccata duramente dalle cattive abitudini alimentari. I grassi saturi, contenuti nei formaggi e in alcune tipologie di carni ma anche in alcuni prodotti di origine vegetale, riducono infatti del 38 per cento la concentrazione dello sperma e del 41 per cento la quantità di spermatozoi. Lo osserva uno studio danese che ha coinvolto un campione maschile di 701 persone, rimarcando ancora una volta un ruolo, ancora da approfondire ma già sottolineato da studi pregressi, tra grassi alimentari e fertilità maschile.

UN ULTERIORE ELEMENTO - L’autrice dello studio, Tina Jensen del Rigshospitalet di Copenhagen, specifica che la ricerca non dimostra un nesso causale, ma suggerisce ancora una volta il ruolo del regime dietetico sulla fertilità maschile e questo spiegherebbe anche la differente salute del sistema riproduttivo spesso constata in alcune regioni del mondo e un calo di nascite significativo nei Paesi occidentali, dove la dieta è notoriamente più grassa.

LO STUDIO – I partecipanti allo studio sono stati monitorati nel periodo che va dal 2008 al 2010, attingendo ai dati del servizio militare. A ciascuno dei volontari è stato chiesto di compilare un modulo riguardo alle proprie abitudini alimentari e i ricercatori, esaminando le informazioni di cui disponevano, hanno constatato un link, per nulla inaspettato, tra un forte consumo di grassi saturi e l’efficienza del sistema riproduttivo, considerando come riferimento per la quantità e la concentrazione di spermatozoi i valori indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per avere spermatozoi numerosi, vitali ed efficienti è dunque necessario prestare molta attenzione ai prodotti caseari, burro, carne rossa, e a tutti i grassi monoinsaturi o polinsaturi, come olio d’oliva o olio di semi nella dieta di tutti i giorni. La ricerca danese, pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, torna anche a enfatizzare l’impatto dei grassi saturi sulle malattie cardiovascolari e sulle patologie tumorali.

Emanuela Di Pasqua - corriere.it/salute